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	<title>Zonk Volta &#187; tesi</title>
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		<title>Breve riflessione sull&#8217;importanza dell&#8217;avere uno scopo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zonk volta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria del rinnovamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Ognuno di noi dovrebbe avere una missione. Non cercandola al di fuori di sè, questo è certo: là fuori è un disastro, non esistono punti di riferimento di alcun tipo, la rivoluzione deve iniziare da dentro. Una missione, dicevo. C&#8217;è chi passa una vita a cercare di comprenderne il senso, senza raccapezzarsi mai, vivendo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ognuno di noi dovrebbe avere una missione.</strong> Non cercandola al di fuori di sè, questo è certo: là fuori è un disastro, non esistono punti di riferimento di alcun tipo, la rivoluzione deve iniziare<strong> da dentro</strong>.</p>
<p>Una missione, dicevo. C&#8217;è chi passa una vita a cercare di comprenderne il senso, senza raccapezzarsi mai, vivendo di continue delusioni, morendo nel rimpianto di quello che sarebbe potuto essere, e non è stato.</p>
<p><strong>L&#8217;inerzia è la vera morte dell&#8217;uomo.</strong></p>
<p>L&#8217;inerzia porta alle più funeste conseguenze.</p>
<p><em>Vivere o sopravvivere?</em> E&#8217; questo il punto.</p>
<p>Molti di noi dedicano gran parte della propria esistenza alla <strong>ricerca perpetua del sostentamento materiale</strong>, per sè o per la propria famiglia. <em>Dove lo troviamo il tempo</em>, direte voi, per pensare anche al bene del mondo? La risposta è semplice:<strong> forse lo state già facendo</strong>.</p>
<p>State già camminando con in testa una missione, un obbiettivo, un valore: la famiglia, ed il suo sostentamento. Se state perseguendo questa missione con onestà, verità e buona fede, state già compiendo la vostra <strong>rivoluzione individuale</strong> e, sì, state cambiando il mondo. E&#8217; necessario focalizzarsi su piccole mete, microscopiche sacche di valore, per migliorare l&#8217;esistenza propria e degli altri. <span id="more-1728"></span></p>
<p>Bisogna essere costanti, e conoscere il proprio scopo.</p>
<p>E, per cortesia, non confondete la mia teoria con il volontariato. Solo la parola mi fa rabbrividire. Porta in seno il <em>dovere </em>di fare qualcosa per gli altri. In fondo, quanti volontari prendono a cuore una missione in maniera vera, onesta e totale? Pochi. Spetta solo a coloro che hanno visto oltre, e che sanno come raggiungere un obbiettivo perchè l&#8217;obbiettivo l&#8217;hanno visto, ed è stampato nelle loro teste. Allora sì, che il volontariato acquisisce significato.</p>
<p>L&#8217;importanza dell&#8217;avere le idee chiare in merito è discriminante per il raggiungimento completo e totale dell&#8217;obbiettivo.<strong> Come posso anche solo pensare di mettere in scena persone, cose, azioni senza conoscerne lo scopo?</strong></p>
<p>Non bisogna necessariamente pensare alla pace nel mondo, o a cose del genere. Certo, il prossimo dovrebbe essere sempre alla base di ogni nostra azione, buona o cattiva che sia, ma in certi casi ritengo adatta la pratica dei piccoli passi.</p>
<p>Se si inizia a cercare una missione, avremo dato un senso alla nostra vita.</p>
<p>Se riusciremo a metterla in pratica, saremo dei grandi uomini.</p>
<p>Se riusciremo a migliorare la vita di anche solo una persona, saremo leggenda.</p>
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		<title>Non lamentiamoci: se le cose vanno così, è solo colpa nostra</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 14:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zonk volta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sul quotidiano vivere]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Premessa: non voglio assolutamente che questo articolo venga letto in chiave politica, razzista o classista. Non sono comunista, non sono fascista, non sono un verde e nemmeno un democristiano. Sono solo un ragazzo di ventotto anni che cerca di capire qualcosa della situazione italiana attuale, perchè semplicemente ha percepito che le cose non vanno poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa: non voglio assolutamente che questo articolo venga letto in chiave politica, razzista o classista. Non sono comunista, non sono fascista, non sono un verde e nemmeno un democristiano. Sono solo un ragazzo di ventotto anni che cerca di capire qualcosa della situazione italiana attuale, perchè semplicemente ha percepito che le cose non vanno poi così bene e vorrebbe indagarne le ragioni.</strong></p>
<p><strong>-<br />
</strong></p>
<p>Italiani, facciamoci un pò schifo. Su, dai, che ce lo meritiamo. Chi più chi meno, ma siamo tutti comparse dello stesso film.</p>
<p><strong>Stiamo davanti ai nostri televisori piatti,</strong> al plasma o lcd, e guardiamo Novantesimo minuto e Buona domenica. A noi piace questo. Piace andare in Sardegna d&#8217;estate. Piace la <em>nightlife </em>ed il calcio. Piace la figa, la pasta, l&#8217;auto nuova,  la coca e cazzeggiare al lavoro.<br />
<em></em></p>
<p><em>Agli italiani basta poco. </em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Siamo un popolo che si accontenta.</strong> L&#8217;italiano cerca la tranquillità economica ed emozionale, la stabilità. Nel sangue non ha l&#8217;altruismo, il bene collettivo: all&#8217;italiano basta avere un piatto di minestra, il suo piatto di minestra, a fine giornata. Perchè si campa a tirare avanti. Da sempre.<span id="more-1645"></span></p>
<p>Non importa come la si raggiunge, questa stabilità: in fondo &#8220;il fine giustifica i mezzi&#8221;. Siamo un popolo di <strong>ignoranti, immobilisti, a noi va bene tutto, basta che, una volta tornati a casa, ci lascino guardare la tv. </strong></p>
<p>Vediamo la <strong>politica </strong>come qualcosa di etereo, intoccabile, volta agli altri. E&#8217; sempre colpa degli altri, in Italia: se fai un incidente, se scoppia una bomba, se tuo figlio va male a scuola. Siamo delle pecore, lo abbiamo nel d.n.a. Non abbiamo facoltà critiche, accettiamo sempre e comunque lo status quo.</p>
<p><strong>Tanto basta sopravvivere.</strong><br />
<strong></strong></p>
<p><em>Non ci incazziamo mai.</em><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Siamo ignoranti, ciechi, vecchi.</strong> Non vediamo, non sentiamo (o sentiamo solo quello che ci va di sentire). Siamo un popolo povero, perverso, lussurioso, omertoso, senza spina dorsale e, ultimamente, anche<strong> senza ideali. Secondo me la politica attuale non ha ideali! Qualcuno mi può spiegare quali sono gli ideali di destra? E quelli di sinistra? E&#8217; tutto un calderone! </strong>Mi hanno confuso: prima uno sta di qua, poi va all&#8217;opposizione e parla male di quelli con cui stava prima. Ma perchè? Spiegatemelo vi prego.</p>
<p>Ma torniamo a noi.</p>
<p><strong>Ideali? Nessuno ma, in ogni caso, in una remota eventualità che qualcuno di noi scelga di credere in un idea (e non in un personaggio), da dove partire? </strong>Forse da quello che riteniamo semplicemente <strong>giusto</strong>. Da quello che la nostra coscienza ci suggerisce come corretto, che ci ispira fiducia, che ci fa vibrare le vene. E&#8217; un metodo naturale, mi pare. E la natura non sbaglia mai. Bisognerebbe fidarsi di più delle sensazioni.</p>
<p>Invece siamo dei voltagabbana di natura, &#8220;mafiosi&#8221; di natura, &#8220;raccomandati&#8221; di natura. Io mi vergogno di fare parte di un Paese che, agli occhi del mondo intero, appare così. Mi vergogno,<strong> mi faccio schifo da solo</strong>. In Italia chi ha un ideale viene ammazzato, escluso, messo da parte. Chi ha anche solo un&#8217;idea viene deriso e messo all&#8217;angolo. Chi ha studiato viene messo in un call center, chi ha studiato viene messo in dirigenza (se conosce qualcuno).</p>
<p><strong><em>&#8220;Lavoro ce n&#8217;è poco, i soldi scarseggiano, ma io cosa posso farci?&#8221;</em></strong></p>
<p>E&#8217; una frase che sento sempre più spesso uscire dalla bocca di noi italiani.</p>
<p><strong>Siamo il paese del &#8220;va bene così&#8221;.</strong></p>
<p>Se in televisione vediamo solo culi e tette, <strong>è solo colpa nostra</strong>. Ne siamo assuefatti, viviamo in uno stato amniotico dove ad ogni azione <strong>non </strong>corrisponde una reazione.</p>
<p><strong>Se non abbiamo più garanzie per il nostro futuro, è solo colpa nostra. Se non abbiamo ideali, è solo colpa nostra. Se non abbiamo i soldi in tasca, è solo colpa nostra. </strong></p>
<p>L&#8217;italiano ha sempre avuto bisogno di un leader, intoccabile ed elevato al rango di semi-dio. Tutti lo seguono, ma quando una piccola parte del popolo ribalta lo &#8220;status quo&#8221;, tutti in piazza a festeggiare. Siamo senza principi, seguiamo incondizionatamente e senza spirito critico l&#8217;andamento delle cose, e ci adattiamo.</p>
<p>Ma, forse, qualcosa sta cambiando.</p>
<p>Una nuova generazione di giovani: è questa la mia speranza. Giovani consapevoli, critici, incazzati. A guardarmi intorno, sembra che i presupposti ci siano.</p>
<p>E allora non lamentiamoci, cari miei, non diamo la colpa a Berlusconi, Dell&#8217;Utri, il Vaticano, la Hunziker, Grillo o Travaglio.</p>
<p><strong>E&#8217; solo colpa di noi italiani.</strong></p>
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		<title>Sul ritorno ad un approccio antico nella sfera del tempo libero</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 20:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zonk volta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torneremo, e tutti, ad una passata e molto più sincera forma di intrattenimento ludico. La società moderna crea inutili ed innumerevoli forme di nuovi bisogni. A coadiuvare questo meccanismo si aggiunge la pubblicità, che induce a convincersi di un eventuale (e sovente futile) necessità di un dato prodotto o servizio. Mi spiego meglio. L&#8217;umanità ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torneremo, e tutti, ad una passata e molto più sincera forma di intrattenimento ludico. La società moderna crea inutili ed innumerevoli forme di nuovi bisogni. A coadiuvare questo meccanismo si aggiunge la pubblicità, che induce a convincersi di un eventuale (e sovente futile) necessità di un dato prodotto o servizio.</p>
<p>Mi spiego meglio.</p>
<p>L&#8217;umanità ha vissuto migliaia di anni senza quelle forme di intrattenimento tipiche del nostro secolo, il novecento, le cui radici storiche e tecniche derivano dall&#8217;ultima rivoluzione industriale. In tutto questo meccanismo, il capitalismo dell&#8217;intrattenimento ha fallito. Certamente, una forma di capitalismo commerciale è sempre esistita sin dagli albori dell&#8217;intelligenza umana, è ovvio. E&#8217; ovvio che da sempre esistono i commercianti, coloro che acquistano (o producono da sè) e rivendono. Ma il settore dell&#8217;intrattenimento del Novecento ha progressivamente messo in oscuro i suoi buoni propositi (mi permetto di pensare: &#8220;godete del vostro tempo libero in maniera migliore e più soddisfacente&#8221;).<span id="more-1416"></span></p>
<p>Siamo davvero certi che la qualità del nostro tempo libero sia migliorata in confronto anche a solo cinquant&#8217;anni fa?</p>
<p>Siamo certi che la tecnologia semplifichi per davvero la nostra esistenza?</p>
<p>Come sempre, in certi quesiti non esistono mezze misure.</p>
<p>Immagino il tempo libero di solo cento anni fa. Teatro, cinema e letteratura. Passatempi genuini. In compagnia, una birra dopo il lavoro, al bar sotto casa.</p>
<p>Non per nulla le statistiche parlano chiaro: l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento nel ventesimo secolo è in continua crescita. Annualmente ci torviamo di fronte a nuovi strabilianti prototipi di consolle, lettori dvd, strumenti cinematogradici (3d, 4d), portabilità musicale.</p>
<p>Queste innovazioni portano ad un sempre più profondo, realistico intrattenimento individuale. Ripeto, individuale. Si lavora forse per creare forme di aggregazione ed intrattenimento collettivo? Penso al calcio. Tra qualche anno esisteranno si gli stadi, ma non avranno posti a sedere. Così come la sala di teatro, quella del cinematografo. Negli anni &#8217;50 la tv ha ricollocato il nucleo collettivo dalla piazza entro le mure domestiche, e come in un domino senza fine anche tutte le successive tecnologie di intrattenimento moderne.</p>
<p>Ad oggi, restano davvero pochi gli esperimenti tecnologici che tendono alla realizzazione e ad un mantenimento di un tempo collettivo.</p>
<p>Vorrà forse dire che, tra cinquant&#8217;anni, la tecnologia entrerà talmente tanto nel nostro quotidiano da costringerci, dopo il lavoro, in una sorta di loculo iper tecnologico che ci permetterà edonisticamente di relizzare ogni desiderio di intrattenimento psico fisico? Una sorta di camera dello sfogo?</p>
<p>Il tempo libero è da considerarsi di vitale importanza per l&#8217;intera società, questo è indubbio. E&#8217; il tempo che l&#8217;uomo dedica alla riflessione e allo svago, ma nulla toglie che alcuni fattori interni al sociale stiano minando l&#8217;entità su base giornaliera di questo fenomeno. Si lavora sempre più, e si è di conseguenza costretti ad individualizzare il momento di svago.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro, per osservare il fenomeno da un punto di vista macroscopico. L&#8217;intrattenimento duemila anni fa consisteva in nuclei che andavano dal più piccolo, la famiglia con la lettura in casa ad alta voce, al più grande nelle arene per gli spettacoli circensi, di teatro e delle fiere.</p>
<p>Ora tutto questo è logisticamente impossibile per i due fattori sopraelencati: la mancanza di tempo e l&#8217;individualizzazione della sfera ludica che da collettiva diviene personale.</p>
<p>Dico questo perchè, in fondo, la teoria che esigo esporre è questa: data l&#8217;importanza socio psicologica del tempo libero all&#8217;interno di una moderna società, la tecnologia ha messo in essere un processo che tende ad una totale individualizzazione dello svago nell&#8217;arco del (sempre meno) tempo libero. Questo porterà, verosimilmente, a due strade. La completa individualizzazione della materia in oggetto, o un repentino ritorno alle dinamiche pre industriali, che vedevano una partecipazione collettiva nell&#8217;utilizzazione del tempo libero. Ai personal (e lo dice la parola stessa) computer verranno sostituiti, se l&#8217;uomo sarà in grado di riconoscere questa maligna tendenza della tecnologia, le dinamiche pre industriali dell&#8217;incontro al bar sotto casa. Ad una ghettizzazione tecnologica verranno sostituiti metodi di apertura e convivenza sociale presi dai tempi passati.</p>
<p>Ne sono esempio gli eventi musicali che, assieme a quelli sportivi, sono occasione di incontro e condivisione del tempo libero. Bene, essi negli ultimi anni portano in essere fatturati sempre maggiori.</p>
<p>La gente ha bisogno, e si parla di una necessità primordiale, di stare insieme, senza troppi fronzoli tecnologici, e se ne sta accorgendo, determinando un&#8217;inversione di marcia.</p>
<p>Non decreto, in questa scrittura, che l&#8217;individualizzazione del tempo libero verrà immediatamente spazzata via da metodi aggregativi rurali o antichi, ma sottolineo che quella appena espressa è una tendenza che certamente permetterà di verificare nel breve periodo una flessione dell&#8217;apporto tecnologico nel tempo libero, a favore di più genuine forme di intrattenimento.</p>
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		<title>17 Giugno 2009: Laureato! (again)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 12:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zonk volta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Università degli Studi di Milano. 17 Giugno 2009. Dottore magistrale in Scienze dello Spettacolo e della Comunicazione Multimediale. 103/110 Tesi sulla fotografia di scena teatrale e dello spettacolo dal vivo. Relatore: prof. Alberto Bentoglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p>Università degli Studi di Milano. 17 Giugno 2009. Dottore magistrale in Scienze dello Spettacolo e della Comunicazione Multimediale. 103/110</p>
<p>Tesi sulla fotografia di scena teatrale e dello spettacolo dal vivo.<br />
Relatore: prof. Alberto Bentoglio.</p>
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