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Lavorava fino a tardi, quella sera.

sabato, dicembre 5th, 2009

[OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, LUOGHI O COSE E' DA INTENDERSI PURAMENTE CASUALE]

Lavorava fino a tardi, quella sera. Aveva bisogno di quattrini e si concedeva estenuanti straordinari in quel fast food che pensava sarebbe stata la sua tomba. Nell’ ombra dell’ 1:34 la testa era china sull’asfalto, i pensieri gironzolavano altrove. I passi verso la fermata scandivano i secondi. Progetti, mille progetti, la maggior parte irrealizzabile. Voleva fare l’artista, lui. Ma senza soldi non si canta la messa, senza soldi non vivi.

Poi c’era la crisi.

Una folta schiera di neo-laureati stipati in call-center, ristoranti e centri commerciali. “Dovremmo ribellarci”, pensava.

La sostitutiva tardava a passare. Il freddo iniziava a farsi sentire, dalle mani alle orecchie, al naso. Sulle lenti degli occhiali qualche goccia di pioggia compremetteva la visuale. Il pacchetto di Merit indica il livello di emergenza, quota due. Si accende la penultima sigaretta del mazzo, decide di farlo.

Prende coraggio, chiude gli occhi, apre lo zaino e si lancia in una folle corsa verso l’ignoto. Immagini veloci scandiscono il passato, il presente, il futuro. Non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per dormire. Bisogna agire. Idee sconnesse che avranno valore in un altro momento, in un altro istante, in un altra realtà. Le parole sono urlate da un individuo invisibile dritte all’orecchio con scorcentante chiarezza, illuminante fervore.

Solo la luce degli abbaglianti lo risveglia da quell’esperienza così totalizzante. La sostitutiva che lo porterà a casa è arrivata. Chiude il libro, timbra, e si risveglia al lavoro.

Di nuovo.

La telefonata

venerdì, luglio 17th, 2009

[OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, LUOGHI O COSE E' DA INTENDERSI PURAMENTE CASUALE]

Riprendo in mano il telefono e cerco il suo nome in rubrica. So che non dovrei chiamarla ma sento che devo farlo. Non può essere sempre così. Ogni volta, la stessa storia. E ora che ho ventitrè anni, è ora di dire basta. Penso che sia la mia principessa e poi alla festa della scuola limona col trombettista della band. Accade sempre. Devo iniziare a suonare. Vorrei essere sul palco, non sotto. Lui mi guarda e ride. Odio chi suona, come odio i bagnini, gli animatori e i maestri di sci. Sopra il palco ti elevi. Sotto il palco, sei una groupie. Più vicino stai, più loro lo sentono, e godono. Sotto il palco mi sento un gay. Loro lo sentono. (continua…)

Breve storia di [nome segreto]

giovedì, luglio 16th, 2009

[OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, LUOGHI O COSE E' DA INTENDERSI PURAMENTE CASUALE]

Ha un nome, ma non ve lo posso dire. E’ un nome segreto, che viene dall’est Europa e che ho sentito per la prima volta verso i quindici. “Che cazzo di nome del cazzo”, pensai. Lui era sicuro di sé e spaccava. Aveva un sacco di ragazze ma le picchiava. Ad una ruppe il naso. Sempre a lei, la perseguitava. Si faceva trovare di notte sotto casa sua e se lei non apriva rigava le automobili dei vicini con una chiave. Eravamo piccoli ma già guidava una macchina gigante, da spacciatore colombiano, bianca, del novanta. Era un personaggio ipnotico.

A quindici anni aveva già: subito un processo (forse due) guidato fatto paracadutismo avuto rapporti non protetti era andato in vacanza da solo aveva il cellulare. Il cellulare. Motorola, ricordo. Era il novantasei. Ce n’erano tre in Italia: uno apparteneva all’Avvocato Agnelli, uno al mio zio ricco e il terzo a lui. Chiamava anche se andava tutto sul conto del padre. (continua…)

L’hamburger nel freezer

giovedì, luglio 16th, 2009

[OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, LUOGHI O COSE E' DA INTENDERSI PURAMENTE CASUALE]

Sono le 23:48. Mi alzo dalla sedia riavvio il pc mi dirigo in cucina entro nel freezer e cerco un ghiacciolo. Ne trovo uno al gusto hamburger. E’ rotondo con lo stecco di legno. Sembra una girella ma è un hamburger.

Fa freddo qua dentro.

Esco dal freezer e lo assaporo davanti al televisore guardando uno show di Beppe Grillo del 1981. Fa delle battute strane, non rido fintanto che non ne tira fuori una sui tassisti americani. I tassisti americani hanno tutti la foto della prima comunione in macchina, dice. Questo ghiacciolo non è male. In realtà pensavo di trovare un Calippo ma nella caverna ghiacciata ho trovato solo questo. Il resto erano peperonate e sughi. Difficile da leccare, visto che non hanno lo stecco.

Lo stecco è fondamentale alla nutrizione umana. (continua…)