La crisi c’è. Ce la mostrano in tv ogni sera. E se lo dice la tv, una notizia è vera per forza di cose. Penso, dunque: “cosa posso fare per rimediare a questa crisi?”.
Nulla, mi rispondo.
Non ho un azienda non ho un lavoro non faccio il setteetrenta non ho l’abbonamento atm non ho dipendenti non firmo contratti non ho una casa ho il cellulare rotto e mando curriculum sui siti di internet e nessuno mi risponde neanche per caso
Certo non spendere, come suggerisce il boss, dato che di soldi non ce n’è. Allora mi viene da pensare che questa crisi potrebbe essere un nuovo stimolo, almeno per chi come me ancora vive di progetti. Uno stimolo ad eliminare il superfluo, il vecchio. Eliminare quelle piccole e logoranti abitudini quotidiane, quelle spese inutili da due euro che a fine mese, a noi giovani, fanno la differenza sul conto in banca.
Esco di casa, colazione giornaliero atm caffè in università sigarette qualche fotocopia in biblioteca cazzo avevo venti euro ora ne ho quattroecinquanta.
Personalmente, cerco di vedere i lati positvi del non avere un euro in tasca. Ad esempio non spendo più una marea di soldi in cocktail o sigarette, e invece che andare a ballare, mi ritrovo in casa con amici, qualche birra dell’Unes, Winamp a palla e tanta simpatia. Vado al parco e mi diverto un mondo. E mi porto i panini col prosciutto e la fontina.
Questa crisi oltre che uno stimolo è un segnale chiaro.
Basta superficialità, cazzo.
Ad esempio, la vita notturna a Milano è ridicola. Totalmente ferma agli anni ’80. La Milano da bere, nel 2009, è la caricatura di sè stessa. Appariscente, godiva. Continuate a riempire il Tocqueville, ragazzine universitarie del sud, perchè è questa la Milano dei rotocalchi. Spendete dieci euro per un cocktail annacquato all’Hollywood, che magari beccate Inzaghi.
A Milano ci sono un milione di locali. ogni settimana ne aprono uno nuovo. Bene. Sono tutti vuoti.
La crisi ci sta rendendo molto selettivi.
La gente ha bisogno di parchi, aria aperta, luoghi pubblici e liberi, frisbee, birre a un euro. La gente vuole fare i botellon, la gente non ha soldi! Vuole tornare alla dinamica del bar sotto casa, l’illusione degli anni ’80 è svanita, solo i ciechi non se ne sono accorti!
La bolla è scoppiata!
Insomma: c’è la crisi, lo abbiamo capito. Ma ci si può divertire anche senza un euro in tasca, perchè basta un sorriso e qualche buon amico per farsi la serata. E’ questo che i giovani dovrebbero dimostrare a tutti.