Tutto parte dall’individuo, e all’umanità torna in termini qualitativi.
C’è ancora qualcuno che ci crede. Che crede in quello che fa, che crede nell’onestà, che sorride. Ci sono ancora impiegati delle poste che ti illuminano con uno sguardo, quando il sabato mattina vai a ritirare qualche euro per la serata dal libretto, nonostante il tabellone dei ticket indichi il numero 145 e la ressa sia imponente.
C’è ancora gente in grado di assegnare valore ad una piccola azione, ad una piccola, insignificante perdita di tempo quantificabile in pochi secondi ma che, in alcuni casi, può cambiare la giornata in positivo a chi con lui la condivide. Basta solo qualche parola, un’espressione di comprensione, condivisione, interesse nella problematica che il prossimo ti pone, per migliorare il suo mondo. Basta davvero poco per rendere il nostro pianeta più vivibile.
C’è ancora gente onesta. Poca, ma c’è. C’è ancora gente che sorride, che si informa, che pensa ma soprattutto che sente e ascolta la propria personale propensione verso il positivo. Continua a leggere