Cleanup Mission: stage #1 completed!
Hi dudes! Cleanup Mission keeps on going straight to the target! In the last two days I deleted 3.719 images from my Flickr account. Now, 3.262 pictures are present. The target is to reach quote 2.000 (less is better, but I’ll see). It is incredibly strange to discover the trash a photographer creates in a couple
Flickr photo cleanup
Dear followers, I’m working to drastically reduce the number of pictures on my Flickr account. Right now, almost 7.000 (exact number is 6.981) pictures are avaible on my page, so I decided to cleanup “trash” to keep just the best of my photo production.
It sounds like “Keep the best, trash the rest”.
Why I’m doin’it?
#1
Non lamentiamoci: se le cose vanno così, è solo colpa nostra
Premessa: non voglio assolutamente che questo articolo venga letto in chiave politica, razzista o classista. Non sono comunista, non sono fascista, non sono un verde e nemmeno un democristiano. Sono solo un ragazzo di ventotto anni che cerca di capire qualcosa della situazione italiana attuale, perchè semplicemente ha percepito che le cose non vanno poi così bene e vorrebbe indagarne le ragioni.
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Italiani, facciamoci un pò schifo. Su, dai, che ce lo meritiamo. Chi più chi meno, ma siamo tutti comparse dello stesso film.
Stiamo davanti ai nostri televisori piatti, al plasma o lcd, e guardiamo Novantesimo minuto e Buona domenica. A noi piace questo. Piace andare in Sardegna d’estate. Piace la nightlife ed il calcio. Piace la figa, la pasta, l’auto nuova, la coca e cazzeggiare al lavoro.
Agli italiani basta poco.
Siamo un popolo che si accontenta. L’italiano cerca la tranquillità economica ed emozionale, la stabilità. Nel sangue non ha l’altruismo, il bene collettivo: all’italiano basta avere un piatto di minestra, il suo piatto di minestra, a fine giornata. Perchè si campa a tirare avanti. Da sempre. Continua a leggere
Sesto si infiamma con Pino Scotto e Vaccaman | Magmusic
Vi avevamo sussurrato all’orecchio di partecipare al Fabrik Festival, l’evento multi genere che ha visto alternarsi artisti, sia veterani che emergenti, in uno spazio funzionale all’evento stesso, l’area Carroponte di Sesto San San Giovanni tra il dieci e il dodici di luglio. Luogo ideale, questo, per serate di musica dal vivo: poche, pochissime zanzare, palco sopraelevato da tour del Blasco (o quasi), e un’illuminizione che alle prime avvisaglie notturne ha trasformato l’area in un hangar aeroportuale con luci color lava a fare da suggestione alle note suonate. Davvero bello.
Siamo stati testimoni, dicevamo, dell’indiscutibile successo di questa prima edizione, partecipando alla serata dedicata al rock duro (Pino Scotto, Kee Marcello, Heller) e a quella hip hop (Vaccaman, Ensi, Ghemon, Entics + guests).
Tre buoni motivi per parlare bene di questo festival: primo, Continua a leggere
Limp Bizkit & Faith No More: che spettacolo! | Magmusic
Ci aspettavamo tutti un mega festival all’Idroscalo di Milano, ma alla fine ci si è ritrovati al PalaSharp (al chiuso, con un buon numero di posti in meno rispetto alla location usuale), causa problematiche con la Provincia. Iniziamo con il piede sbagliato dunque, sin dalla metà di maggio. La motivazione dello spostamento? Non la conosciamo, ma andiamo per intuizione: in quei giorni si votava, e la propaganda elettorale era al massimo della sua potenza. Caso fortuito o tragica coincidenza? Con il senno di poi possiamo dire che i disagi ci sono stati, eccome. Ho seguito il festival nel 2007, l’edizione con i NOFX, per intenderci, e seguire la medesima manifestazione nella giornata di domenica 14 giugno 2009 ha avuto riscontri contrastanti.
Superiamo i cancelli verso le 18:30 e dopo i saluti di rito all’organizzazione (Chiara, della Propaporomoz, grande estimatrice di MagMusic) iniziamo a guardarci intorno. Nell’area circostante il palazzetto tutto fila liscio: il palco sopraelevato della RedBull dove si sarebbero esibiti molti artisti “da second stage“, una miriade di stand di birre e hot dog, qualche distro indipendente. Fino a qui, tutto bene (Cit. “L’odio (La Haine)”,1995, Mathieu Kassovitz). La gente è tanta e mi soffermo sulle t-shirt dei partecipanti. Trovo estremamente interessante l’analisi dei personaggi che popolano l’universo rock. Continua a leggere
Sulla divisione del mondo in classi, o sulla concretezza del genio-filosofo (saggio breve, 2008)
Saggio breve di Emanuele Barboni
“Alla base del pensiero filosofico di Eraclito c’è la contrapposizione fra la mentalità degli uomini comuni, i dormienti appunto, e i sommi filosofi, che rappresentano gli svegli, ossia quelle persone, che, andando oltre le apparenze, sanno cogliere il senso intrinseco delle cose”. Wikipedia
Ero in terza o quarta superiore quando, studiando filosofia, mi sono accorto che il mondo è davvero diviso in due grandi classi. Eraclito li chiama gli svegli (i filosofi) e i dormienti (la gente comune). Lungi da me ritenermi uno sveglio (o un dormiente). Come in ogni cosa, sono gli altri i migliori giudici della tua persona. Parlerò in questa sede della mia personale esperienza con persone di una certa caratura, che considero superiori alla maggioranza delle persone. Quelle persone che ritengo speciali, fuori dagli schemi, in un certo senso geniali. Continua a leggere
Sull’innocenza o l’adulta fanciullezza (saggio breve, 2008)
Saggio breve di Emanuele Barboni
Da piccolo non mi raccontavano le favole. Non so perchè, ma non mi ricordo nemmeno di una favola prima dei dieci anni. La prima è stata Pinocchio del Collodi, che ci fece leggere una maestra alle elementari per poi riassumerla. Io non sapevo fare i riassunti e la copiai paro paro dal libro. Ci misi una notte intera, perchè non sapevo concettualmente cosa fosse un riassunto. Per la cronaca, il compito andò bene ma ci impiegai qualche altro anno a comprendere il significato della parola “riassunto”. Poi arrivò Propp e fu un colpo al cuore. Ero al primo anno di università, penso. Ma come, le favole hanno anche delle regole? Lo step due fu lo studio delle presunte insinuazioni sessuali nella favola di Cappuccetto Rosso. Pensa te. Niente favole da bambino, e quando arrivano da grande, mi dicono che sono tutte regolate da delle costanti e che il sesso è insito in ogni racconto. Mah. Perlomeno avevo studiato Freud, e non fu poi così scioccante. Continua a leggere
