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La macchina fotografica non rende Fotografi

lunedì, gennaio 18th, 2010

Essere o non essere [fotografi (di scena)]. E’ una vita che mi domando cosa rende un fotografo un “Fotografo”. Le reflex digitali sono oggi alla portata di tutti, dunque chiunque è in grado di sperimentare, riprendere, fotografare. Ma non tutti sono “Fotografi”. Non tutti hanno uno stile, se non quello dettato dal loro apparecchio fotografico.

Mi spiego meglio.

Su Flickr.com, il più grande portale di photo sharing al mondo, ne ho viste di ogni. Quanti fotografi mi hanno colpito? Due, forse tre. In lunghissime visite sul sito, nessuno riusciva a darmi quell’incredibile gioia che chiamiamo amore per l’Arte. Nessuno mi ha mai molto colpito per il suo stile e la sua idea di fotografia.

E’ l’idea che sta alla base di tutto, non il soggetto (vedi: “I tre livelli di pertinenza della fotografia“).

Il fotografo, per ritenersi tale, deve concedere alla propria opera un carico emotivo incredibile, straordinario, al fine di creare una nuova visione della realtà.

Altrimenti è giornalismo.

Vi sono innumerevoli bravi giornalisti, e pochissimi fotografi che si avvicinano all’Arte. E’ dunque palese come chi non sa dove vuole arrivare, pecca in partenza di egocentrismo. Certo, l’egocentrismo sta alla base, a parer mio, di ogni realizzazione artistica, ma bisogna inesorabilmente abbandonarlo per creare un mondo a parte, quello della Fotografia.

Mi ripeto, il fotogiornalismo serve, eccome, ma non è Arte. In effetti l’obiettivo primo e quello di raccontare la realtà così come si presenta. L’Arte fotografica deve tendere invece ad una manipolazione del reale che dà luce ad una nuova visione del mondo.

Come raggiungere questo status? Di certo non lo so. Bisogna fare molta esperienza, essere critici con sé stessi e rendere in immagini una propria visione dell’esistenza, che parte dalla nosta mente per realizzarsi attraverso l’apparecchio fotografico.

Ciò che rende veri Fotografi e la magia personale che si insinua nel diaframma che divide la mente dell’artista dalla realtà contingente.

Merry Christmas to everyone !

venerdì, dicembre 25th, 2009

Dear readers,

another Christmas has gone and I’d like to wish you all the best for you and your relatives too. 2009 has been a bitter/sour year … I graduated, I did a lot of new experiences but the path hasn’t always been so easy. Maybe it’s just called Life. ;) Well, I’m working hard on new stuff … the key for my 2010 will be “Less software, more hardware”, and it means that as an artista I begin to feel the necessity to turn my digital world into physical stuff. And share it with you. It’s a long journey, sometimes difficult as I’m working on it on my own, but we’ll see the results soon.

So, thank you for following me on the Net, let’s keep in touch and enjoy these Christmas holidays with your beloved.

Love

Emanuele

Estimados lectores:

otra Navidad se ha ido y me gustaría desearle todo lo mejor para usted y sus familiares también. 2009 ha sido un amargo / año amargo … Yo me gradué, hice un montón de nuevas experiencias, pero el camino no siempre ha sido tan fácil. Tal vez se le llama simplemente la vida. ;) Bueno, estoy trabajando duro en material nuevo … la clave para mi el 2010 será “Menos de software más hardware”, lo que significa que como un artista que empieza a sentir la necesidad de dar vuelta a mi mundo digital en la materia física. Y compartirlo con usted. Es un viaje largo, a veces difícil, ya que estoy trabajando por mi cuenta, pero vamos a ver los resultados pronto.

Por lo tanto, gracias por seguirme en la Red, vamos a mantenernos en contacto y disfrutar de estas vacaciones de Navidad con su amada.

Amor

Emanuele

Cari lettori,

un altro Natale è passato e vorrei augurare a tutti voi il meglio per voi ei vostri familiari. Il 2009 è stato un anno agrodolce … Mi sono laureato, ho fatto un sacco di nuove esperienze, ma il percorso non è stato sempre così facile. Forse è solo vita. ;) Beh, sto lavorando a cose nuove … la chiave per il mio 2010 sarà “Meno software, più hardware “: significa che come un artista comincio a sentire la necessità di trasformare il mio mondo digitale in realtà fisiche. Per condividerlo con voi. E ‘un lungo viaggio, a volte difficile, perchè ci sto lavorando da solo, ma spero vedremo i risultati in tempi brevi.

Quindi, ti ringrazio per seguirmi in Rete, e ti auguro di passare felicemente queste vacanze di Natale con i tuoi cari.

Love

Emanuele

Self portrait on the beach

Streets to nowhere

sabato, novembre 21st, 2009

Streets to nowhere

Elaborazione digitale concettuale. 2009 (c) Emanuele Barboni

Zoom e ottiche fisse

lunedì, maggio 11th, 2009

Come detto in precedenza, nel mio percorso artistico nel ruolo di fotografo ho cambiato differenti macchine fotografiche, iniziando con delle compatte reflex a rullino, per continuare dall’anno 2002 con apparecchi esclusivamente digitali. Attualmente fotografo con una Canon Eos 400D, con una risoluzione a 10 Megapixel, montando ottiche che in passato venivano utilizzate su macchine fotografiche analogiche Pentax. Mediante un anello adattatore, avvitato tra l’obiettivo e il corpo macchina, sono in grado di sfruttare le potenzialità di ottime ottiche (continua…)

Fotografare la scena: il concerto di musica dal vivo

lunedì, maggio 4th, 2009

Fino a questo momento ci siamo occupati di fotografia teatrale, ma nell’ampio ambito che chiamerò della fotografia di scena è necessario includere anche la fotografia di concerti di musica dal vivo. Fondamentalmente le due tecniche vanno ad associarsi in maniera molto fluida, avendo in comune una moltitudine di elementi: una rappresentazione, un palcoscenico, la scarsa luce e la posizione spesso distante dalla scena. Possiamo trovare anche alcune notevoli differenze tra i due metodi, in quanto la fotografia di un concerto implica si una scenografia e altri elementi teatrali, ma prima di tutto manca di un testo, di una trama e di un intreccio.

(continua…)

Considerazioni sull’analogico e sul digitale

lunedì, maggio 4th, 2009

Sono molte, dunque, le differenze che intercorrono tra fotografia tradizionale e innovazione digitale. Personalmente credo che ogni fotografo doverebbe iniziare a praticare quest’arte partendo dalle origini, in funzione del fatto che gli apparecchi che oggi utilizziamo sono figli di quelli tradizionali. Nonostante le differenze siano molte, nella pratica non sembra esserci una così sostanziale modifica di abitudini.

E’ certo che gli apparecchi moderni offrono alla fotografia nuove prospettive artistiche, aggiungendo un buon numero di funzioni accessorie. Ad esempio il bilanciamento del bianco, la possibilità di lavorare con priorità di diaframma o tempo di esposizione, la possibilità di vedere l’immagine appena scattata. Quest’ultima particolarità ha cambiato più delle altre il modo di fotografare. Certamente insieme alla messa nel dimenticatoio del rullino e della stampa in camera oscura. (continua…)

Sulla Fotografia

mercoledì, aprile 29th, 2009

Saggio Breve di Emanuele Barboni

La fotografia è un’arte. Lo dicono un sacco di libri. Io penso di aver iniziato a fotografare per la paura di diventare grande. I miei tenevano libri enormi con migliaia di foto di viaggi in un cassetto. Quel cassetto è ancora là, e ogni tanto lo apro. In quelle foto era racchiuso il loro mondo così anni settanta, fatto di occhiali bizzarri, frange e lusso al club Mediterranee. Penso di aver fatto la prima foto vera intorno ai dodici anni. Non è stato amore a prima vista, proprio come per la musica. Mio padre era un patito di fotografia e in un certo senso mi ha passato questo hobby. Ma come in tutte le cose, non lo ammetterò mai. Io ho iniziato a fotografare perchè avevo voglia di iniziare a fotografare. E basta.

Sono sempre stato legato ai ricordi fotografici. Tante cose le ho vissute solo in foto. E ancora oggi i ricordi reali si confondono con quelli fotografici. Bene o male dai dodici anni in poi ho utilizzato la macchina fotografica come un qualsiasi ragazzino. Qualche foto la sera al mare, qualche ragazza, qualche concerto. Ricordo a tal proposito le foto che feci al concerto degli Offspring a Milano. Avevo penso quindici anni. Tutte piccole e mosse. Una vera delusione. Proprio come quelle dell’MTV Music Awards a Milano, qualche tempo prima. Insomma, fotografavo poco e male le cose che mi andava di ricordare. Ero un ragazzino, tutto sommato. Poi un giorno mio padre mi regalò una Epson a un megapixel. Avevo diciassette-diciotto anni. Un vero catorcio ora, una straordinaria e avveniristica macchina fotografica per i tempi. Le cose erano cambiate, e il digitale iniziava a compiere i primi passi. Passai a una Minolta E203, poi a una innumerevole serie di compatte delle quali ora non ricordo né marca né modello. Fu allora che iniziai a fotografare per davvero. Dieci, cento, mille foto. I miei amici dell’università impazzivano solo all’idea. Sono sempre stati loro i miei modelli. Li trovo bellissimi. Ora, che sono passati cinque o sei anni, conosco ogni singolo dettaglio del loro volto, il loro lato migliore, i loro piccoli grandi difetti. Se sono diventato un buon fotografo, è certamente merito della loro pazienza. (continua…)

Sulla fotografia (saggio breve, 2008)

lunedì, ottobre 20th, 2008

Saggio Breve di Emanuele Barboni

La fotografia è un’arte. Lo dicono un sacco di libri. Io penso di aver iniziato a fotografare per la paura di diventare grande. I miei tenevano libri enormi con migliaia di foto di viaggi in un cassetto. Quel cassetto è ancora là, e ogni tanto lo apro. In quelle foto era racchiuso il loro mondo così anni settanta, fatto di occhiali bizzarri, frange e lusso al club Mediterranee. Penso di aver fatto la prima foto vera intorno ai dodici anni. Non è stato amore a prima vista, proprio come per la musica. Mio padre era un patito di fotografia e in un certo senso mi ha passato questo hobby. Ma come in tutte le cose, non lo ammetterò mai. Io ho iniziato a fotografare perchè avevo voglia di iniziare a fotografare. E basta. (continua…)

Comunicare la fotografia digitale in Rete (2004)

lunedì, ottobre 20th, 2008