‘TEORIA DEL RINNOVAMENTO (IT)’

Breve riflessione sull’importanza dell’avere uno scopo

lunedì, ottobre 26th, 2009

Ognuno di noi dovrebbe avere una missione. Non cercandola al di fuori di sè, questo è certo: là fuori è un disastro, non esistono punti di riferimento di alcun tipo, la rivoluzione deve iniziare da dentro.

Una missione, dicevo. C’è chi passa una vita a cercare di comprenderne il senso, senza raccapezzarsi mai, vivendo di continue delusioni, morendo nel rimpianto di quello che sarebbe potuto essere, e non è stato.

L’inerzia è la vera morte dell’uomo.

L’inerzia porta alle più funeste conseguenze.

Vivere o sopravvivere? E’ questo il punto.

Molti di noi dedicano gran parte della propria esistenza alla ricerca perpetua del sostentamento materiale, per sè o per la propria famiglia. Dove lo troviamo il tempo, direte voi, per pensare anche al bene del mondo? La risposta è semplice: forse lo state già facendo.

State già camminando con in testa una missione, un obbiettivo, un valore: la famiglia, ed il suo sostentamento. Se state perseguendo questa missione con onestà, verità e buona fede, state già compiendo la vostra rivoluzione individuale e, sì, state cambiando il mondo. E’ necessario focalizzarsi su piccole mete, microscopiche sacche di valore, per migliorare l’esistenza propria e degli altri. (continua…)

Tutto parte dall’individuo, e all’umanità torna in termini qualitativi.

sabato, ottobre 3rd, 2009

C’è ancora qualcuno che ci crede. Che crede in quello che fa, che crede nell’onestà, che sorride. Ci sono ancora impiegati delle poste che ti illuminano con uno sguardo, quando il sabato mattina vai a ritirare qualche euro per la serata dal libretto, nonostante il tabellone dei ticket indichi il numero 145 e la ressa sia imponente.

C’è ancora gente in grado di assegnare valore ad una piccola azione, ad una piccola, insignificante perdita di tempo quantificabile in pochi secondi ma che, in alcuni casi, può cambiare la giornata in positivo a chi con lui la condivide. Basta solo qualche parola, un’espressione di comprensione, condivisione, interesse nella problematica che il prossimo ti pone, per migliorare il suo mondo. Basta davvero poco per rendere il nostro pianeta più vivibile.

C’è ancora gente onesta. Poca, ma c’è. C’è ancora gente che sorride, che si informa, che pensa ma soprattutto che sente e ascolta la propria personale propensione verso il positivo. (continua…)

La musica deve avere il giusto prezzo, ed è il prezzo che ognuno di noi dà alla musica.

sabato, settembre 19th, 2009

La musica non potrà cambiare il mondo, è chiaro. Non lo ha mai fatto e mai lo cambierà. Storicamente è inserita nell’elitè delle arti volte all’intrattenimento, non in quella della rivoluzione. E a chi crede che a Woodstock nel 1969 sia accaduto qualcosa di magnifico, di unico ed irripetibile, dò immensa ragione ed una calorosa stretta di mano. Ma si sa, erano altri tempi, c’era la rivolta studentesca e la musica era così entrata a far parte, di buon grado, di un movimento che aveva radici politiche. Un accessorio, dunque, la musica nel ’68, che ha terminato il proprio potere d’influenza quando le radici politiche hanno iniziato ad allentarsi. (continua…)

Sul ritorno ad un approccio antico nella sfera del tempo libero

martedì, agosto 18th, 2009

Torneremo, e tutti, ad una passata e molto più sincera forma di intrattenimento ludico. La società moderna crea inutili ed innumerevoli forme di nuovi bisogni. A coadiuvare questo meccanismo si aggiunge la pubblicità, che induce a convincersi di un eventuale (e sovente futile) necessità di un dato prodotto o servizio.

Mi spiego meglio.

L’umanità ha vissuto migliaia di anni senza quelle forme di intrattenimento tipiche del nostro secolo, il novecento, le cui radici storiche e tecniche derivano dall’ultima rivoluzione industriale. In tutto questo meccanismo, il capitalismo dell’intrattenimento ha fallito. Certamente, una forma di capitalismo commerciale è sempre esistita sin dagli albori dell’intelligenza umana, è ovvio. E’ ovvio che da sempre esistono i commercianti, coloro che acquistano (o producono da sè) e rivendono. Ma il settore dell’intrattenimento del Novecento ha progressivamente messo in oscuro i suoi buoni propositi (mi permetto di pensare: “godete del vostro tempo libero in maniera migliore e più soddisfacente”). (continua…)

Sull’irragionevolezza del concetto di totalità nell’esperienza (saggio breve, 2008)

lunedì, ottobre 20th, 2008

Saggio breve di Emanuele Barboni

L’uomo è per sua natura destinato a non vivere esperienze totali. Ogni persona è il risultato delle proprie esperienze quotidiane. Nel reale ognuno di noi raggiunge differenti livelli di soddisfazione nei più diversi ambiti: lo studio, il lavoro, la creazione artistica. L’esperienza in sé e per sé può portare soddisfazione, nel momento in cui viene vissuta.

Alla base di questa riflessione si pone il concetto, umano e relativo nella natura stessa del termine, di soggettività. La soggettività è un filtro suadente che limita in maniera morbida l’impossibilità umana di raggiungere la completezza dell’azione, sempre relativa. (continua…)

Sulla divisione del mondo in classi, o sulla concretezza del genio-filosofo (saggio breve, 2008)

lunedì, ottobre 20th, 2008

Saggio breve di Emanuele Barboni

“Alla base del pensiero filosofico di Eraclito c’è la contrapposizione fra la mentalità degli uomini comuni, i dormienti appunto, e i sommi filosofi, che rappresentano gli svegli, ossia quelle persone, che, andando oltre le apparenze, sanno cogliere il senso intrinseco delle cose”. Wikipedia

Ero in terza o quarta superiore quando, studiando filosofia, mi sono accorto che il mondo è davvero diviso in due grandi classi. Eraclito li chiama gli svegli (i filosofi) e i dormienti (la gente comune). Lungi da me ritenermi uno sveglio (o un dormiente). Come in ogni cosa, sono gli altri i migliori giudici della tua persona. Parlerò in questa sede della mia personale esperienza con persone di una certa caratura, che considero superiori alla maggioranza delle persone. Quelle persone che ritengo speciali, fuori dagli schemi, in un certo senso geniali. (continua…)

Sull’innocenza o l’adulta fanciullezza (saggio breve, 2008)

lunedì, ottobre 20th, 2008

Saggio breve di Emanuele Barboni

Da piccolo non mi raccontavano le favole. Non so perchè, ma non mi ricordo nemmeno di una favola prima dei dieci anni. La prima è stata Pinocchio del Collodi, che ci fece leggere una maestra alle elementari per poi riassumerla. Io non sapevo fare i riassunti e la copiai paro paro dal libro. Ci misi una notte intera, perchè non sapevo concettualmente cosa fosse un riassunto. Per la cronaca, il compito andò bene ma ci impiegai qualche altro anno a comprendere il significato della parola “riassunto”. Poi arrivò Propp e fu un colpo al cuore. Ero al primo anno di università, penso. Ma come, le favole hanno anche delle regole? Lo step due fu lo studio delle presunte insinuazioni sessuali nella favola di Cappuccetto Rosso. Pensa te. Niente favole da bambino, e quando arrivano da grande, mi dicono che sono tutte regolate da delle costanti e che il sesso è insito in ogni racconto. Mah. Perlomeno avevo studiato Freud, e non fu poi così scioccante. (continua…)