Pensieri sul quotidiano vivere

Scritti ispirati dalla vita quotidiana.

Non lamentiamoci: se le cose vanno così, è solo colpa nostra

Premessa: non voglio assolutamente che questo articolo venga letto in chiave politica, razzista o classista. Non sono comunista, non sono fascista, non sono un verde e nemmeno un democristiano. Sono solo un ragazzo di ventotto anni che cerca di capire qualcosa della situazione italiana attuale, perchè semplicemente ha percepito che le cose non vanno poi così bene e vorrebbe indagarne le ragioni.

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Italiani, facciamoci un pò schifo. Su, dai, che ce lo meritiamo. Chi più chi meno, ma siamo tutti comparse dello stesso film.

Stiamo davanti ai nostri televisori piatti, al plasma o lcd, e guardiamo Novantesimo minuto e Buona domenica. A noi piace questo. Piace andare in Sardegna d’estate. Piace la nightlife ed il calcio. Piace la figa, la pasta, l’auto nuova,  la coca e cazzeggiare al lavoro.

Agli italiani basta poco.

Siamo un popolo che si accontenta. L’italiano cerca la tranquillità economica ed emozionale, la stabilità. Nel sangue non ha l’altruismo, il bene collettivo: all’italiano basta avere un piatto di minestra, il suo piatto di minestra, a fine giornata. Perchè si campa a tirare avanti. Da sempre. Continua a leggere

La musica deve avere il giusto prezzo, ed è il prezzo che ognuno di noi dà alla musica.

La musica non potrà cambiare il mondo, è chiaro. Non lo ha mai fatto e mai lo cambierà. Storicamente è inserita nell’elitè delle arti volte all’intrattenimento, non in quella della rivoluzione. E a chi crede che a Woodstock nel 1969 sia accaduto qualcosa di magnifico, di unico ed irripetibile, dò immensa ragione ed una calorosa stretta di mano. Ma si sa, erano altri tempi, c’era la rivolta studentesca e la musica era così entrata a far parte, di buon grado, di un movimento che aveva radici politiche. Un accessorio, dunque, la musica nel ’68, che ha terminato il proprio potere d’influenza quando le radici politiche hanno iniziato ad allentarsi. Continua a leggere

Il ministro Brunetta e il Fondo unico per lo Spettacolo: oltre al danno, la beffa

YouTube – Il ministro Brunetta attacca i musicisti.

Il caro Ministro Brunetta ha rotto le palle! Mi sono sudato una laurea magistrale in SCIENZE DELLO SPETTACOLO sperando di entrare in questo settore (non si parla di tv, ma di studi seri: drammaturgia, estetica, cinematografia, teatro) e a poco più di un mese dalla mia laurea TAGLIANO IL F.U.S. ! E giustificano i tagli in questa maniera!

Per essere chiari: il F.U.S. è il Fondo unico per lo Spettacolo, in sostanza finanziamenti statali erogati annualmente (e sempre meno) ad associazioni liriche, di danza, cinematografiche, teatrali e circensi.

Io che so bene di cosa si tratta, dico che MUSICA, TEATRO e DANZA di soldi ne hanno sempre presi pochi, e con anni di ritardo sulle produzioni degli spettacoli, quindi il caro Ministro HA DETTO L’ENNESIMA BOIATA.

Cosa vuoi chiudere un rubinetto senz’acqua! Continua a leggere

L’undici settembre ha cambiato la vita di ognuno di noi per sempre

Era il duemilauno e stavo giocando alla Playstation a Iss Pro. Mi chiama l’amico Zanna sul cellulare. Abbasso il volume della tele per sentire cosa ha da dirmi.

Silienzio.

Metto sul 4 e vedo il secondo aereo che si schianta sulla torre.

Un brivido mi corre sulla schiena. Era la prima volta che sentivo qualcosa come la guerra così prossima, vicina. La sera scoppiai in lacrime di fronte a mia madre, che mi rassicurò con il solito rigore e la solita fermezza (lei prende la vita per le corna, è da prendere come esempio).

Il mio mondo incantato fatto di concerti punk, lezioni bigiate allo Iulm e serate con gli amici del liceo per un momento si è tinto di nero. Ho avuto paura. Continua a leggere

Agenzie interinali

Sono andato all’agenzia per il lavoro interinale chiedendo un posto di lavoro.
Mi sono anche pettinato.

Gli espongo i miei studi e le mie esperienze lavorative: guardimisonolaureatoagiugnoma sono dieci annichelavorohofattounpòditutto.

“Guardi, se vuole c’è una nostra sede in Piazzale Lotto che si occupa di telemarketing. Porti il curriculum stampato”.

“Grazie, arrivederci”.

Proprietà intellettuale e Internet: bye bye SIAE, arriva Safecreative.org

Il mondo si evolve, arte e musica si evolvono, il diritto d’autore e la proprietà intellettuale restano ferme al medioevo. Se parlate ad un dipendente SIAE di internet, storcerà il naso. Pare che questa società non accetti il fatto che ad oggi la musica e l’arte si possa diffondere in maniera globale attraverso un computer. Restano chiusi nel loro guscio.

Siamo nel 2009, Internet non è più una rete di computer che collega università statunitensi, ma è un luogo di democrazia e diffusione di contenuti. Una rivoluzione. E con questa rivoluzione in atto, è giusto che artisti, musicisti e creativi abbiano il diritto di poter diffondere il proprio materiale in maniera sicura, senza possibilità di plagio o di utilizzi non consentiti.

Questa è stata, sino ad ora, la big question in merito ai copyright sulla Rete: si mettono online i materiali (musica, blog, fotografie ecc.), ma chi mi tutela la proprietà intellettuale? Come posso garantire, di fronte ad un giudice, che quella foto o quella canzone è mia? Continua a leggere

Ho conosciuto Pino Scotto

Oggi ho conosciuto Pino Scotto.

Proprio così. Ero alla conferenza stampa per un festival a Sesto di questi giorni, e l’ho conociuto. Abbiamo parlato un pò. Ero con Zano e Zanna al telefono dalla Costa Luminosa voleva che glielo passassi.

Molti di voi lo conosceranno per le imprecazioni sui Tokio Hotel, ma quest’uomo ha fatto ben altro nella (e della) propria vita.

Quello che apprezzo di lui è la costanza. Costanza nel criticare, nel mandare a fare in culo tutti e tutto. Nel costruirsi un’immagine, certo, ma anche di saperla mantenere inalterata negli anni. Non è un eroe nazionale, nonostante sia una persona intelligente, molto intelligente. Ricordiamo che per criticare bisogna avere delle solide basi conoscitive. Bene, sulla musica lui le ha. E critica. Pare un uomo di cuore e di impulso, forever young, ma la sua barba incolta racconta si di serata alcoliche tra droga e puttane, ma anche di un uomo che si sbatte, lavora, calca i palchi un giorno si e l’altro pure. E’ faticoso, come lavoro. Lo so bene anche io, da musicista. Continua a leggere

Riflessione sulla ricerca della felicità

Esplorare.

Sempre.

E non dare mai nulla per scontato.

Il mondo e soprattutto il destino che lo governa è una poesia tanto meravigliosa da utilizzare un linguaggio a noi ignoto; la felicità, o la sua continua ricerca, portano a risultati insperati. Se qualcuno potrebbe ribattere che il senso della Storia non sta nella felicità ma nella sua ricerca,

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