Agenzie interinali
Sono andato all’agenzia per il lavoro interinale chiedendo un posto di lavoro.
Mi sono anche pettinato.
Gli espongo i miei studi e le mie esperienze lavorative: guardimisonolaureatoagiugnoma sono dieci annichelavorohofattounpòditutto.
“Guardi, se vuole c’è una nostra sede in Piazzale Lotto che si occupa di telemarketing. Porti il curriculum stampato”.
“Grazie, arrivederci”.
Proprietà intellettuale e Internet: bye bye SIAE, arriva Safecreative.org
Il mondo si evolve, arte e musica si evolvono, il diritto d’autore e la proprietà intellettuale restano ferme al medioevo. Se parlate ad un dipendente SIAE di internet, storcerà il naso. Pare che questa società non accetti il fatto che ad oggi la musica e l’arte si possa diffondere in maniera globale attraverso un computer. Restano chiusi nel loro guscio.
Siamo nel 2009, Internet non è più una rete di computer che collega università statunitensi, ma è un luogo di democrazia e diffusione di contenuti. Una rivoluzione. E con questa rivoluzione in atto, è giusto che artisti, musicisti e creativi abbiano il diritto di poter diffondere il proprio materiale in maniera sicura, senza possibilità di plagio o di utilizzi non consentiti.
Questa è stata, sino ad ora, la big question in merito ai copyright sulla Rete: si mettono online i materiali (musica, blog, fotografie ecc.), ma chi mi tutela la proprietà intellettuale? Come posso garantire, di fronte ad un giudice, che quella foto o quella canzone è mia? Continua a leggere
Ladies and gentleman … The Offspring!
Il biglietto l’abbiamo comperato più di due mesi fa. Certo, ne vale la pena se si pensa che gli Offspring hanno venduto trentacinque milioni di copie, oltre ad aver plasmato un’intera generazione di punk, alternativi, nerd e ragazzini nati tra i settanta e gli ottanta (me compreso). Al liceo esistevano solo loro, i Rancid e i Greenday. Poi sono arrivati i Blink 182. Poi il buio.
Qui si parla degli anni novanta, non di Hit That. Quello che è stato fatto dopo l’album Americana, chiunque lo sa, è stato fatto con uno spirito diverso. Americana rappresenta il passaggio, tra gli Offspring giovani, veloci ed incazzati a quelli più mainstream e pop-punk. Ciò nonostante, resta un buon album. Smash, Ixnay on The Hombre, Offspring. I primi tre album “veri” hanno segnato una generazione che usciva dagli anni ottanta senza punti di riferimento. Per chi aveva qualcosa da dire, esisteva solo il punk ed il grunge. Rabbia, tanta, in connubio con tematiche sociali e distruttive. Ma anche spensieratezza e spasso su ritmiche ska. Continua a leggere
Punkreas e Pornoriviste: rivalsa punk | Magmusic
Gli ultimi, annebbiati ricordi mi riportano a qualche anno fa, in un caldissimo concerto al C.S.A. Kantiere di Milano. Pornoriviste. Un nome che, per chi ha la mia età e un pò il punk (anche nostrano) l’ha vissuto, non può suonare nuovo. Certo, era la musica che ascoltavo quando avevo diciassette o diciotto anni, al liceo o poco dopo, ma cosa importa? Importa che loro ci sono ancora, incazzati, sempre presenti. Emozionano ora come allora.
Ma sgomitoliamo le idee in senso cronologico.
Ci troviamo nel bel mezzo di una tempesta, mentre in data venerdì 24 luglio 2009 ci dirigiamo verso lo Spazio Carroponte di Sesto San Giovanni (inciso, doverosissimo inciso: un plauso al Comune di Sesto. Avete fatto più concerti voi a luglio che il MazdaPalace in un anno. E li avete fatti bene, con prezzi accessibili e in uno spazio, il Carroponte appunto, davvero suggestivo) coi tergi a manetta e la strada completamente allagata. Mancano pochi minuti alle ventuno e trenta e tutto fa pensare al peggio. Il cielo è nero e l’acqua scende a secchiate. Attimi di sconforto. Le Pornoriviste e i Punkreas, stasera. Non li vedo da una vita, e più che un tuffo nel passato viste le condizioni meteo mi pare di fare un tuffo dalle rive del Po.
Poi, nell’arco di venti minuti, tutto cambia. Il cielo si rasserena e l’area, sino a poco prima deserta, inizia a popolarsi di personaggi squisitamente underground. Di gente ce n’è: viste le prospettive, è quasi un miracolo. Continua a leggere
Eric Burdon live: quando l’anima è blues | Magmusic
Forse non tutti lo conosceranno di nome, ma è evidente che questo uomo e la sua musica qualcosa ad ognuno di noi ha lasciato. Un nome inciso nel libro della storia della musica rock. Parlo di Eric Burdon, lead singer inglese della band The Animals, che raggiunse il successo planetario in pieno periodo beat (il glorioso 1964) con la mega hit “The House of the Rising sun”, brano fatto e rifatto praticamente da tutti, dai cantautori italiani sino agli attualissimi Muse.
Ognuno di noi ha ascoltato o sentito almeno una volta questo brano. Forse una delle canzoni più belle della musica moderna, aggiungerei.
Strana storia, quella degli Animals. Dal successo internazionale, al tour mondiale, dalle grandi serate tutta droga & rock’n roll, allo scioglimento, nel 1969. Da allora, nulla sarebbe più stato come prima. Certo, mille reunion da allora ad adesso, e battaglie legali per la paternità del nome a fare da contorno. Ma nel frattempo il mondo avrebbe conosciuto la voce di Eric, anima nera nel corpo mingherlino di un bianco poco più alto di un metro e sessanta. Con la sua voce e le sue canzoni, avrebbe anticipato di oltre un decennio gruppi come gli Who, i Sex Pistols, fino ai successivi cambiamenti generazionali del folk-rock. Ha influenzato anche Bob Dylan, si dice. E’ senza ombra di dubbio una delle più belle voci della storia del rock, gli è riconosciuto, se lo merita. Continua a leggere
Sesto si infiamma con Pino Scotto e Vaccaman | Magmusic
Vi avevamo sussurrato all’orecchio di partecipare al Fabrik Festival, l’evento multi genere che ha visto alternarsi artisti, sia veterani che emergenti, in uno spazio funzionale all’evento stesso, l’area Carroponte di Sesto San San Giovanni tra il dieci e il dodici di luglio. Luogo ideale, questo, per serate di musica dal vivo: poche, pochissime zanzare, palco sopraelevato da tour del Blasco (o quasi), e un’illuminizione che alle prime avvisaglie notturne ha trasformato l’area in un hangar aeroportuale con luci color lava a fare da suggestione alle note suonate. Davvero bello.
Siamo stati testimoni, dicevamo, dell’indiscutibile successo di questa prima edizione, partecipando alla serata dedicata al rock duro (Pino Scotto, Kee Marcello, Heller) e a quella hip hop (Vaccaman, Ensi, Ghemon, Entics + guests).
Tre buoni motivi per parlare bene di questo festival: primo, Continua a leggere
Ho conosciuto Pino Scotto
Oggi ho conosciuto Pino Scotto.
Proprio così. Ero alla conferenza stampa per un festival a Sesto di questi giorni, e l’ho conociuto. Abbiamo parlato un pò. Ero con Zano e Zanna al telefono dalla Costa Luminosa voleva che glielo passassi.
Molti di voi lo conosceranno per le imprecazioni sui Tokio Hotel, ma quest’uomo ha fatto ben altro nella (e della) propria vita.
Quello che apprezzo di lui è la costanza. Costanza nel criticare, nel mandare a fare in culo tutti e tutto. Nel costruirsi un’immagine, certo, ma anche di saperla mantenere inalterata negli anni. Non è un eroe nazionale, nonostante sia una persona intelligente, molto intelligente. Ricordiamo che per criticare bisogna avere delle solide basi conoscitive. Bene, sulla musica lui le ha. E critica. Pare un uomo di cuore e di impulso, forever young, ma la sua barba incolta racconta si di serata alcoliche tra droga e puttane, ma anche di un uomo che si sbatte, lavora, calca i palchi un giorno si e l’altro pure. E’ faticoso, come lavoro. Lo so bene anche io, da musicista. Continua a leggere
Riflessione sulla ricerca della felicità
Esplorare.
Sempre.
E non dare mai nulla per scontato.
Il mondo e soprattutto il destino che lo governa è una poesia tanto meravigliosa da utilizzare un linguaggio a noi ignoto; la felicità, o la sua continua ricerca, portano a risultati insperati. Se qualcuno potrebbe ribattere che il senso della Storia non sta nella felicità ma nella sua ricerca,