[OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, LUOGHI O COSE E' DA INTENDERSI PURAMENTE CASUALE]
Venezia, 1987
“.. Ok, ok, adesso hai la macchina. Prima te la sognavi, vero? E adesso che ce l’hai, ti fa sin schifo. Prima non potevi comprare ciò che volevi con quei auattro soldi, perché pensavi soltanto al Calippo Fizz alla Coca. Ora invece, un lavoro ce l’hai, una donna ce l’hai (gran figa tra l’altro), i soldi anche; sembra strano ma lo è, in vero: sei uno stronzo, un dannatissimo stronzo (e bugiardo). Hai passato anni a rincorrere quella poco di buono che ti ammazzava di corna, e l’hai poi rinnegata al bar di fronte agli amici. Ti ricordi come ti giustificasti?
- La monotonia di coppia, a volte, uccide.
Lei era bellissima e fragile, con dei capelli del color del grano e gli occhi del color del cielo. Una dea, traditrice. In fondo lo faceva per piacere, per gioia, per noia forse, ma resta il fatto che ti amava. Non ci siamo più visti per un pò, e ora …
Ora ti ritrovi con la Volvo, Cristo. Non è possibile. Per anni hai pensato solo alla tua libertà, al tuo portafogli e ti ritrovo in Volvo col seggiolino dietro. Sei eccessivamente retrò. E’ certo, solo gli stupidi non cambiano mai idea, ma in fondo, che importa? Questa è la tua vita, quello che volevi, quello che hai rinnegato. Sono anni che sputi in quel piatto vuoto che è la tua misera esistenza eppure, sfortunatamente, sai di sbagliare.
- In fondo siamo tutti schiavi di qualcosa.
- Fondamentalmente, del nostro tutto …”










