Non capita tutti I giorni, ma è capitato Sabato 12 Dicembre 2009. All’Alcatraz si sono esibiti con la riuscitissima formula della Jam Session Live, i migliori artisti del panorama rock italiano. Classici della musica rock italiana alternati a pezzi dei singoli repertori di band e artisti in scena.
Un tributo memorabile a un genere musicale che ha scritto la storia: il Rock e tutti gli stili e generi che ne sono scaturiti nel tempo. Oltre 50 musicisti, dalle doti indiscutibili e dalle personalità più disparate, a dividersi un unico palco, con una regia impeccabile nel determinare un ritmo davvero energico. Un’atmosfera unificante, grazie a suoni e persone aggreganti a fare da colonna sonora. Un pubblico di anime appassionate e euforiche.
Il filo conduttore è il rock, l’emittente Rock TV (Canale 718 di Sky), il motivo del mega raduno il suo ottavo compleanno: dal primo dicembre 2001 infatti questo canale delizia palati esigenti del classic rock, donzelle votate al punk e assidui divoratori di musica heavy.
Il canale è relativamente giovane, ma ben strutturato e condotto da persone che conoscono davvero questa cultura, che fanno musica e sanno trasmetterne l’importanza e le emozioni. E’ un valore aggiunto che ad amplificarne il palinsesto e la programmazione sia un colosso come Sky (scusate se è poco).
Il backstage pullula di artisti, freme e sussulta.
C’è energia nell’aria.
Bravo, ma davvero bravo nell’accentuare il mood scatenante della serata, il giovane Andrea Rock. Speaker e autore radiofonico (Radio 105 e Virgin Radio), Dj, Vj (Rock TV), musicista (Andead). Personaggio tanto eclettico, quanto trascinante nel presentare lo show. Andrea ha aperto la serata, condotta poi in coppia con DJ Ringo.
L’inizio del concerto è un momento importante della densa scaletta perché rappresenta il futuro del Rock Italiano, che in questa occasione è stato ben rappresentato dagli allievi della Rock TV School. Li vogliamo nominare perché sono stati davvero all’altezza della situazione, perfettamente padroni di una palco ampio, scenografico e con doppia backline (due batterie!). Non era semplice perché davanti a loro si estendeva un fitto e critico tappeto di persone. Sulle note di “Dream on “ si sono esibiti da vere rock star, ricevendo scroscianti applausi.
L’ascesa verso “Happy Birthday Rock TV” è ancora lunga e soprattutto non è ancora salito sul palco Pino Scotto … e quando lo ha fatto oltre al pubblico anche il palco si è infiammato (è ormai celebre il leitmotiv di Pino “Datevi Fuoco”). Prima però si sono alternati sul palco altri ospiti della serata.
Abbiamo apprezzato la pulizia sonora del secondo gruppo “La Fame di Camilla”, probabilmente con il brano più melodico della serata, ma comunque molto intenso: “Storia di una favola”.
Ampio spazio al progetto Rezophonic, che in questa serata ci ha letteralmente rapiti perché durante il live è stato possibile coglierne in presa diretta la potenza e gli altissimi intenti.
Per chi non lo conoscesse Rezophonic è un progetto musicale e sociale nato nel 2006 per volontà di Mario Riso, batterista e co-fondatore di Rock TV che ha consentito la realizzazione di un disco con performance dei più famosi artisti italiani e i cui ricavati vengono devoluti a favore del progetto idrico di AMREF.
Caparezza è tra gli artisti che si sono schierati a favore del progetto e quando si proietta on stage si scatena avanti e indietro con le sue lunghe gambe che lo portano fino al pubblico, cui strappa non pochi applausi e urla. Se dire di qualcuno “ha personalità da vendere” è estremamente banale, nel caso di Michele Salvemini (Caparezza) non lo è. Ci lamentiamo spesso che le proposte musicali si assomigliano l’una all’altra e che la massificazione uccide la musica. Un Caparezza lo senti e lo vedi la prima volta e non te lo scordi più, sia per il timbro che per le sue modalità espressive, senza peli sulla lingua.
“Nell’acqua” l’ultima produzione di Rezophonic, che lo vede in prima linea ha avuto il suo bis, per la gioia dei presenti. L’ascolto di questo brano è cosa buona e giusta, perché oltre ad essere interpretato da forti personalità, tra cui la talentuosa Cristina Scabbia (Lacuna Coil) possiede contenuti encomiabili e una forte carica ritmica.
Girovagando con la mente tra le numerosissime esibizioni della one-night, ricordiamo i violentissimi (as usual) Extrema, gli inossidabili Punkreas che concedono addirittura un bis ma, soprattutto, colgono occasione per una riflessione collettiva sulla situazione politica attuale. Ritmi caraibici con Africa Unite e Madaski, ed il simpatico e talentuoso Roy Paci imbraccia la sua tromba più volte mentre Eva Poles (Prozac +) scatena le danze sulle note della classicissima Acido/Acida. E’ solo l’inizio.
Come detto, un Caparezza protagonista succede al granitico Pino Scotto. Ragazzi che voce, che band, che carisma. Il presentatore di Rock TV si concede al pubblico con una bottiglia (già mezza vuota) di Jack Daniel’s, urla, corre, sfiora note ultrasoniche, si denuda. E’ lui l’icona del R’n'R made in Italy, su questo non c’è dubbio.
Citiamo poi i virtuosi Deasonika, Fabio Treves e la sua strabiliante armonica dall’anima blues, le Vibrazioni. La tensione cala all’esibilzione solista del lead singer degli Hormonauts, presentatosi in veste di one man band con tanto di cassa e pedale, ma è solo un momento. Perchè seguono decine di artisti che oramai non si contano più, si mescolano, cantano dai classici dei Timoria a quelli dei BluVertigo. Il ritmo è serrato, il tempo di pensare poco, la musica invade il palazzetto senza ulteriori indugi.
Si sente bene, e ogni chitarrista trova il suo suono nonostante la difficoltà dettata dal caso (50 artisti corrispondono a 50 set-up del mixer). Qualche nota stona, ma nessuno si incazza.
Sono tutti lì per far festa, per una jam session senza precedenti, e il pubblico questo lo sente. Il palco è tanto affollato da sembrare un unico blocco con il pubblico. Ringo e Andrea sono stremati dal turnover delle band ma non mancano mai di sorrisi. Davvero bravi. Una festa che gradualmente diviene una bolgia, un’arena di musica, una naumachia di assoli e rullate.
Finale esplosivo con tanto di cordone di palloncini e stelle filanti. Tutti sul palco a cantare gli auguri all’emittente e i bis richiesti dal pubblico (un Ringo molto democratico ha coinvolto il pubblico nella scelta).
E’ vero, potremmo chiudere questo articolo con un classico “Happy Birthday, Rock TV!”, ma non lo faremo. Preferiamo concentrarci e ricordarvi in conclusione due aspetti molto importanti che questo spettacolo ha messo in evidenza.
Primo, che la musica unisce. Unisce i popoli, unisce il pubblico ai loro beniamini, unisce le generazioni. E’ un collante sociale, oltre che una medicina alla solitudine. Vedere che il rock non è morto, constatare che questo genere è di tipo archetipico ed è dunque dentro ognuno di noi, condiviso da così tante persone è stata una bellissima sorpresa. E mirare cinquanta artisti abbracciati, scherzosi e sorridenti a fine concerto ne è stata la prova schiacciante.
Secondo, la musica può cambiare le cose. Il progetto Rezophonic si batte per donare un pozzo a coloro che l’acqua nemmeno sanno cos’è. Proprio a noi, che di acqua ne abbiamo e di quella corrente, questo messaggio può sembrare paradossale, ma è crudelmente vero e attuale.
Unire così tanti talenti per uno scopo umanitario di cotanta importanza è stata un’opera mastodontica mai vista prima. E sensibilizzare il pubblico del rock è sicuramente l’inizio di un progetto solido al quale auguriamo il maggior successo possibile.
Francesca Avallone e Emanuele Barboni
Foto Emanuele Barboni
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