Una notte di cinquant’anni

[OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, LUOGHI O COSE E' DA INTENDERSI PURAMENTE CASUALE]

Si era da poco addormentato dopo una festa in casa di un’amica. Le solite feste con un mucchio di gente che non lasciano spazio al dialogo, quelle feste in cui la parte più animale di ogni persona la fa da padrona. Quelle feste dove si comunica più fisicamente che verbalmente.

Gente nuova, leoni e prede.

Erano tutti attorno ad un divano giallo e mettevano in atto riti pagani postmoderni, come il gioco della bottiglia, le carte da gioco, la gara a chi beve di più. Qualcuno a fine serata l’aveva portato a casa in automobile, sin dall’altra parte della città. Si era divertito, anche se a dire il  vero aveva in testa solo quel lavoro che doveva arrivare, doveva arrivare ma ancora non arrivava.

Le feste in casa erano un utile, sofisticato palliativo in tempo di crisi: cinque euro, due Heineken da sessantasei dai cinesi, e la serata era fatta. In quel periodo nessuno aveva un euro, così ci si arrangiava. Il primo che aveva la casa libera, organizzava qualcosa, qualcosa di semplice, solitamente. Il clou di quella serata furono le crêpes alla nutella. Una delizia.

Girò qualche canna, ma evitò di fumare.

Insomma si ritrovò nel letto senza rendersi conto di tutto quello che accadde negli ultimi quarantacinque minuti. Aveva i piedi freddi, ma si addormentò. Sognò di nuotare a fondo, sino agli abissi, senza alcuna necessità di respirare. Si sentiva sollevato al pensiero di un contatto con l’Oceano. Attorno a lui solo pesci e creature marine. La notte trascorse calda e accomodante nel giro di una decina d’ore.

Posò il primo piede sul freddo pavimento di un dicembre appena iniziato. Si mise le ciabatte e si diresse verso  la toilette. I bagni sono sempre in fondo a destra, i bagni sono sempre la stanza più fredda di una casa.

Si era svegliato con rughe e dolori. Nel sonno posò la mano sulla nuca, sembrava senza capelli, ma pensò fosse soltanto un’impressione. Nella bocca una strana sensazione, il suo corpo era flaccido ed emanava solitudine. Lo specchio, come da consuetudine, non mentì.

Quella notte durò cinquant’anni.

Si mise a lettò, e sereno si riaddormentò.

  • Facebook
  • email
  • Twitter

Related posts:

  1. Breve storia di [nome segreto]
  2. Notte prima degli esami …
  3. Non aveva mai visto il mare

Tags: , , , ,

Commenta