Premessa: non voglio assolutamente che questo articolo venga letto in chiave politica, razzista o classista. Non sono comunista, non sono fascista, non sono un verde e nemmeno un democristiano. Sono solo un ragazzo di ventotto anni che cerca di capire qualcosa della situazione italiana attuale, perchè semplicemente ha percepito che le cose non vanno poi così bene e vorrebbe indagarne le ragioni.
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Italiani, facciamoci un pò schifo. Su, dai, che ce lo meritiamo. Chi più chi meno, ma siamo tutti comparse dello stesso film.
Stiamo davanti ai nostri televisori piatti, al plasma o lcd, e guardiamo Novantesimo minuto e Buona domenica. A noi piace questo. Piace andare in Sardegna d’estate. Piace la nightlife ed il calcio. Piace la figa, la pasta, l’auto nuova, la coca e cazzeggiare al lavoro.
Agli italiani basta poco.
Siamo un popolo che si accontenta. L’italiano cerca la tranquillità economica ed emozionale, la stabilità. Nel sangue non ha l’altruismo, il bene collettivo: all’italiano basta avere un piatto di minestra, il suo piatto di minestra, a fine giornata. Perchè si campa a tirare avanti. Da sempre.
Non importa come la si raggiunge, questa stabilità: in fondo “il fine giustifica i mezzi”. Siamo un popolo di ignoranti, immobilisti, a noi va bene tutto, basta che, una volta tornati a casa, ci lascino guardare la tv.
Vediamo la politica come qualcosa di etereo, intoccabile, volta agli altri. E’ sempre colpa degli altri, in Italia: se fai un incidente, se scoppia una bomba, se tuo figlio va male a scuola. Siamo delle pecore, lo abbiamo nel d.n.a. Non abbiamo facoltà critiche, accettiamo sempre e comunque lo status quo.
Tanto basta sopravvivere.
Non ci incazziamo mai.
Siamo ignoranti, ciechi, vecchi. Non vediamo, non sentiamo (o sentiamo solo quello che ci va di sentire). Siamo un popolo povero, perverso, lussurioso, omertoso, senza spina dorsale e, ultimamente, anche senza ideali. Secondo me la politica attuale non ha ideali! Qualcuno mi può spiegare quali sono gli ideali di destra? E quelli di sinistra? E’ tutto un calderone! Mi hanno confuso: prima uno sta di qua, poi va all’opposizione e parla male di quelli con cui stava prima. Ma perchè? Spiegatemelo vi prego.
Ma torniamo a noi.
Ideali? Nessuno ma, in ogni caso, in una remota eventualità che qualcuno di noi scelga di credere in un idea (e non in un personaggio), da dove partire? Forse da quello che riteniamo semplicemente giusto. Da quello che la nostra coscienza ci suggerisce come corretto, che ci ispira fiducia, che ci fa vibrare le vene. E’ un metodo naturale, mi pare. E la natura non sbaglia mai. Bisognerebbe fidarsi di più delle sensazioni.
Invece siamo dei voltagabbana di natura, “mafiosi” di natura, “raccomandati” di natura. Io mi vergogno di fare parte di un Paese che, agli occhi del mondo intero, appare così. Mi vergogno, mi faccio schifo da solo. In Italia chi ha un ideale viene ammazzato, escluso, messo da parte. Chi ha anche solo un’idea viene deriso e messo all’angolo. Chi ha studiato viene messo in un call center, chi ha studiato viene messo in dirigenza (se conosce qualcuno).
“Lavoro ce n’è poco, i soldi scarseggiano, ma io cosa posso farci?”
E’ una frase che sento sempre più spesso uscire dalla bocca di noi italiani.
Siamo il paese del “va bene così”.
Se in televisione vediamo solo culi e tette, è solo colpa nostra. Ne siamo assuefatti, viviamo in uno stato amniotico dove ad ogni azione non corrisponde una reazione.
Se non abbiamo più garanzie per il nostro futuro, è solo colpa nostra. Se non abbiamo ideali, è solo colpa nostra. Se non abbiamo i soldi in tasca, è solo colpa nostra.
L’italiano ha sempre avuto bisogno di un leader, intoccabile ed elevato al rango di semi-dio. Tutti lo seguono, ma quando una piccola parte del popolo ribalta lo “status quo”, tutti in piazza a festeggiare. Siamo senza principi, seguiamo incondizionatamente e senza spirito critico l’andamento delle cose, e ci adattiamo.
Ma, forse, qualcosa sta cambiando.
Una nuova generazione di giovani: è questa la mia speranza. Giovani consapevoli, critici, incazzati. A guardarmi intorno, sembra che i presupposti ci siano.
E allora non lamentiamoci, cari miei, non diamo la colpa a Berlusconi, Dell’Utri, il Vaticano, la Hunziker, Grillo o Travaglio.
E’ solo colpa di noi italiani.
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dicembre 9th, 2009 at 20:34
io non ho questa speranza, non so se sia pessimismo, è solo una reazione naturale a quello che vivo ogni giorno. la scuola, quando va bene, è un’iniezione di nozioni, l’università, quando va bene, sforna tecnici, e un percorso mentale e ideologico è affidato solo alle esperienze personali, alla fortuna di avere una famiglia che riesca a scuoterti, alla fortuna di trovare qualcuno che riesca a innescare un meccanismo mentale diverso.
l’indifferenza di cui parli io la vedo dall’inizio della formazione di una mente, dalla scuola che è diventata un parcheggio di cervelli, ed è incapace di preparare un individuo anche a un confronto, è incapace di trasmettere la minima capacità critica. mi risulta difficile sperare nelle nuove generazioni se guardandomi intorno, prima ancora di vedere l’inaridimento delle menti, vedo un sempre maggiore inaridimento di chi è incaricato di guidare lo sviluppo di una mente.
“i giovani sono una grande risorsa” è una grande cazzata, io ho 20 anni e non sono ancora arrivata al call center, mi basta già lo sfacelo che ho visto in 10 anni di “istruzione”. e ce ne fosse uno che si sia reso conto di come la scuola e l’università ci prendono per il culo. non solo non si agisce, ma non ci si arrabbia neppure. e abbiamo vent’anni.
l’unica cosa in cui posso sperare è la presenza di qualcuno delle vecchie generazioni che stimoli le nuove, perchè da sole, nelle mani di questa scuola, nelle mani di questa università, queste vengono addestrate a formare gli italiani di cui parli. ciechi, svogliati, accontentati, e vanno a costituire una società tale e quale a questa, che continuerà ad accogliere menti puntiformi e via così.
perdonami, ma io ora come ora non ho nessuna speranza nella nuova generazione.