Sul ritorno ad un approccio antico nella sfera del tempo libero
Torneremo, e tutti, ad una passata e molto più sincera forma di intrattenimento ludico. La società moderna crea inutili ed innumerevoli forme di nuovi bisogni. A coadiuvare questo meccanismo si aggiunge la pubblicità, che induce a convincersi di un eventuale (e sovente futile) necessità di un dato prodotto o servizio.
Mi spiego meglio.
L’umanità ha vissuto migliaia di anni senza quelle forme di intrattenimento tipiche del nostro secolo, il novecento, le cui radici storiche e tecniche derivano dall’ultima rivoluzione industriale. In tutto questo meccanismo, il capitalismo dell’intrattenimento ha fallito. Certamente, una forma di capitalismo commerciale è sempre esistita sin dagli albori dell’intelligenza umana, è ovvio. E’ ovvio che da sempre esistono i commercianti, coloro che acquistano (o producono da sè) e rivendono. Ma il settore dell’intrattenimento del Novecento ha progressivamente messo in oscuro i suoi buoni propositi (mi permetto di pensare: “godete del vostro tempo libero in maniera migliore e più soddisfacente”).
Siamo davvero certi che la qualità del nostro tempo libero sia migliorata in confronto anche a solo cinquant’anni fa?
Siamo certi che la tecnologia semplifichi per davvero la nostra esistenza?
Come sempre, in certi quesiti non esistono mezze misure.
Immagino il tempo libero di solo cento anni fa. Teatro, cinema e letteratura. Passatempi genuini. In compagnia, una birra dopo il lavoro, al bar sotto casa.
Non per nulla le statistiche parlano chiaro: l’industria dell’intrattenimento nel ventesimo secolo è in continua crescita. Annualmente ci torviamo di fronte a nuovi strabilianti prototipi di consolle, lettori dvd, strumenti cinematogradici (3d, 4d), portabilità musicale.
Queste innovazioni portano ad un sempre più profondo, realistico intrattenimento individuale. Ripeto, individuale. Si lavora forse per creare forme di aggregazione ed intrattenimento collettivo? Penso al calcio. Tra qualche anno esisteranno si gli stadi, ma non avranno posti a sedere. Così come la sala di teatro, quella del cinematografo. Negli anni ’50 la tv ha ricollocato il nucleo collettivo dalla piazza entro le mure domestiche, e come in un domino senza fine anche tutte le successive tecnologie di intrattenimento moderne.
Ad oggi, restano davvero pochi gli esperimenti tecnologici che tendono alla realizzazione e ad un mantenimento di un tempo collettivo.
Vorrà forse dire che, tra cinquant’anni, la tecnologia entrerà talmente tanto nel nostro quotidiano da costringerci, dopo il lavoro, in una sorta di loculo iper tecnologico che ci permetterà edonisticamente di relizzare ogni desiderio di intrattenimento psico fisico? Una sorta di camera dello sfogo?
Il tempo libero è da considerarsi di vitale importanza per l’intera società, questo è indubbio. E’ il tempo che l’uomo dedica alla riflessione e allo svago, ma nulla toglie che alcuni fattori interni al sociale stiano minando l’entità su base giornaliera di questo fenomeno. Si lavora sempre più, e si è di conseguenza costretti ad individualizzare il momento di svago.
Ma facciamo un passo indietro, per osservare il fenomeno da un punto di vista macroscopico. L’intrattenimento duemila anni fa consisteva in nuclei che andavano dal più piccolo, la famiglia con la lettura in casa ad alta voce, al più grande nelle arene per gli spettacoli circensi, di teatro e delle fiere.
Ora tutto questo è logisticamente impossibile per i due fattori sopraelencati: la mancanza di tempo e l’individualizzazione della sfera ludica che da collettiva diviene personale.
Dico questo perchè, in fondo, la teoria che esigo esporre è questa: data l’importanza socio psicologica del tempo libero all’interno di una moderna società, la tecnologia ha messo in essere un processo che tende ad una totale individualizzazione dello svago nell’arco del (sempre meno) tempo libero. Questo porterà, verosimilmente, a due strade. La completa individualizzazione della materia in oggetto, o un repentino ritorno alle dinamiche pre industriali, che vedevano una partecipazione collettiva nell’utilizzazione del tempo libero. Ai personal (e lo dice la parola stessa) computer verranno sostituiti, se l’uomo sarà in grado di riconoscere questa maligna tendenza della tecnologia, le dinamiche pre industriali dell’incontro al bar sotto casa. Ad una ghettizzazione tecnologica verranno sostituiti metodi di apertura e convivenza sociale presi dai tempi passati.
Ne sono esempio gli eventi musicali che, assieme a quelli sportivi, sono occasione di incontro e condivisione del tempo libero. Bene, essi negli ultimi anni portano in essere fatturati sempre maggiori.
La gente ha bisogno, e si parla di una necessità primordiale, di stare insieme, senza troppi fronzoli tecnologici, e se ne sta accorgendo, determinando un’inversione di marcia.
Non decreto, in questa scrittura, che l’individualizzazione del tempo libero verrà immediatamente spazzata via da metodi aggregativi rurali o antichi, ma sottolineo che quella appena espressa è una tendenza che certamente permetterà di verificare nel breve periodo una flessione dell’apporto tecnologico nel tempo libero, a favore di più genuine forme di intrattenimento.