Ho conosciuto Pino Scotto
Oggi ho conosciuto Pino Scotto.
Proprio così. Ero alla conferenza stampa per un festival a Sesto di questi giorni, e l’ho conociuto. Abbiamo parlato un pò. Ero con Zano e Zanna al telefono dalla Costa Luminosa voleva che glielo passassi.
Molti di voi lo conosceranno per le imprecazioni sui Tokio Hotel, ma quest’uomo ha fatto ben altro nella (e della) propria vita.
Quello che apprezzo di lui è la costanza. Costanza nel criticare, nel mandare a fare in culo tutti e tutto. Nel costruirsi un’immagine, certo, ma anche di saperla mantenere inalterata negli anni. Non è un eroe nazionale, nonostante sia una persona intelligente, molto intelligente. Ricordiamo che per criticare bisogna avere delle solide basi conoscitive. Bene, sulla musica lui le ha. E critica. Pare un uomo di cuore e di impulso, forever young, ma la sua barba incolta racconta si di serata alcoliche tra droga e puttane, ma anche di un uomo che si sbatte, lavora, calca i palchi un giorno si e l’altro pure. E’ faticoso, come lavoro. Lo so bene anche io, da musicista.
Avere una band è come avere una ragazza, mi ricorda mio padre. Ci sono band belle e band brutte, band con le quali godi e band che non ti eccitano. La musica è una droga, ce l’hai nel d.n.a., è una malattia ereditaria, forse.
Montare smontare fare il check aspettare la gente concordare il cachet litigare manca sempre qualcosa i batteristi si lamentano sempre fare benzina muoversi in macchina tornare alla baita alle prime ore dell’alba.
Pino Scotto fa questa vita da quasi quarant’anni.
E se lo incontrate, non fate come me: non chiedetegli come fa.
Ognuno ha i suoi segreti.
Conferenza Stampa “Fabrik Festival”, Bar Magenta, Milano.
http://www.fabrikfestival.com
© Emanuele Barboni. All rights are reserved.

