Sesto si infiamma con Pino Scotto e Vaccaman | Magmusic
Vi avevamo sussurrato all’orecchio di partecipare al Fabrik Festival, l’evento multi genere che ha visto alternarsi artisti, sia veterani che emergenti, in uno spazio funzionale all’evento stesso, l’area Carroponte di Sesto San San Giovanni tra il dieci e il dodici di luglio. Luogo ideale, questo, per serate di musica dal vivo: poche, pochissime zanzare, palco sopraelevato da tour del Blasco (o quasi), e un’illuminizione che alle prime avvisaglie notturne ha trasformato l’area in un hangar aeroportuale con luci color lava a fare da suggestione alle note suonate. Davvero bello.
Siamo stati testimoni, dicevamo, dell’indiscutibile successo di questa prima edizione, partecipando alla serata dedicata al rock duro (Pino Scotto, Kee Marcello, Heller) e a quella hip hop (Vaccaman, Ensi, Ghemon, Entics + guests).
Tre buoni motivi per parlare bene di questo festival: primo, l’opportunità di aggregazione, che di questi tempi non è cosa da poco; secondo, la scelta della location all’aperto, area di ampio respiro incorniciata da stand di tutti i tipi; terzo, la partecipazione di icone del rock italiano e straniero, del pop e dell’hip hop italiano e la scoperta di nuove leve di questi generi, che ha colorato di credibilità i tre giorni del Festival.
Il metodo è il solito: emergenti ad aprire i live di artisti più conosciuti. Niente di nuovo, direte voi. E invece no. Perchè tutto questo è stato gratis. Proprio così. Nessun prezzo di entrata, e panini e birra a prezzi modici.
Ma passiamo ai live, e lasciamo spazio alle immagini: questo video realizzato da maffialife per magmusic! riassume meglio di qualsiasi periodo lessicale le impressioni della terza ed ultima serata, dedicata all’hip hop.
E degli artisti, che dire? Brevi impressioni nelle pagelle di Magmusic!
10 luglio: serata dedicata al rock
- Pino Scotto: è lui la vera anima di questa prima serata. A sessant’anni fa ancora ballare e saltare giovani e meno giovani. Icona.
- Kee Marcello: una chitarra, un’anima. Voce ok, ma quello che combina con le dita ha dello straordinario.
- Heller: ottima performance e suoni da urlo. Energica, vivace, tenace. Peccato per l’orario di esibizione e per il conseguente poco pubblico.
12 luglio: terza e ultima serata, con artisti hip hop
- Vaccaman: sul palco è una bomba. G-nano lo appoggia, con discrezione e metodo. Suona i classici, e si permette featuring importanti (Entics). Il pubblico si scalda, e fa la fila per incontrarlo nel backstage a fine esibizione. Ormai è un’icona del rap territoriale. Non va a Trl (non ancora), ma con la gente e i fan ci sa davvero fare.
- Ensi: è il migliore nel freestyle, e si vede. Grande uomo, grande creatività. Intermezza la serata con rime da dieci e lode. Bravo.
- Ghemon, Dj Tsura feat. Mec Namara: sul palco prima di cena. Non deludono. Rime intelligenti, scusa se è poco.
- Entics/Danny/Chacka Nano: ci sa fare, proprio così. Con Denny e Chacka Nano infiamma la notte sestese con groove che prendono spunto da reggae e dancehall. Qui si salta, e alla grande. Quando affianca Vaccaman sul palco si realizza forse il climax dell’intera edizone.
foto di Emanuele Barboni per Magmusic!
Chicche dal backstage
Essere inviati (o presunti tali) a volte ti permette di vedere cose che non immagineresti mai. Nel backstage, per definizione “un mondo a parte”, si è parlato soprattutto con l’amico Mr. Vaccaman, che ci ha raccontato la sua esperienza da poco trascorsa (sia musicale che di vita) in Jamaica. Abbiamo incrociato Nora Amile e chiaccherato con la ballerina Alice Scotti, terribilmente preoccupata per l’imminente esibizione on stage con Vacca. Abbiamo visto fan felici di aver incontrato i propri beniamini, e fan che uscendo dalla porta dopo il meeting affermano “Pensavo che Vacca fosse più alto!”, e fatto ascoltare “Accendo la Marlboro” dei Club Volvinio a Pino Scotto, in un’intervista imperdibile a breve disponibile su questo sito.
Insomma, tutto quello che ci si può aspettare da un’incursione “dietro le quinte” di un Festival.
Emanuele Barboni e Luca Zanoncelli intervistano Pino Scotto.
Foto di Michele Maffia per Magmusic!
A questo punto l’unico forte desiderio è che l’anno prossimo si replichi con la seconda edizione di questo Festival, che ha tutta l’aria di diventare un appuntamento fisso per artisti di tutti i generi, pubblico e addetti ai lavori. Ringraziamo, in ultima ma non meno importante istanza, Max, Franco e tutti gli artisti che si sono resi disponibili al report di questo evento.
Articolo a cura di Francesca Avallone/Emanuele Barboni