Alkaline Trio: impressioni dall’unica data italiana | Magmusic
Milano, 2 febbraio 2008
Dopo l’uscita del nuovo album “Agony and Irony” per Epic Records prodotto da Josh Abraham, gli Alkaline Trio approdano sul palco dello storico (e, ahimè, prossimo alla chiusura definitiva nel mese di luglio) Rolling Stone di Milano, per oltre un’ora di punk rock tirato e melodico.
Il gruppo di Chicago atterra il 29 gennaio con un nuova produzione alle spalle (luglio 2008), che personalmente non ho avuto il tempo di ascoltare con attenzione, ma che indubbiamente ricalca lo stile particolare della band, soprattutto in funzione dell’inconfondibile voce di Matt Skiba e dalle metriche scritte in coppia con il bassista Dan Adriano: mistiche, irriverenti, simboliche, oscure (ricordiamo che Skiba è membro della “Church of Satan“, loggia religiosa che ha le proprie radici proprio negli States). Amore, alcolismo, depressione, fuoco, droghe, blasfemia, morte. Questi sono i temi principali dei primi 5 album degli Alkaline Trio. Con il nuovo disco l’eclettico cantante/chitarrista Matt Skiba, il cantante/bassista Dan Andriano e il batterista Derek Grant dicono di aver trovato la luce in fondo al tunnel, e ritornano per l’occasione al punk degli esordi con un occhio strizzato verso la new wave anni ’80.
Scaletta rodata da mesi di tour, leggo su internet, ed inizio col botto: Private Eye, uno dei pezzi più energici, rappresentativi e famosi della band. Il pubblico, sinceramente non numeroso quanto ci si sarebbe aspettati, inizia a scaldarsi solo dopo qualche brano, con il classico pogo e il body surfing che termina inevitabilmente tra le braccia della sicurezza, talvolta seccata e non disponibile al riso.
Tanti giovani tra le prime file, tra i quali mi pare di aver scorto il frontman dei Dari, band pseudo-pop-punk italiana, a dire il vero non troppo coinvolto dalla musica del trio (sino all’esibizione di pezzi di sua conoscenza), ma anche tanti trentenni reduci e amanti dell’ondata punk anni ’90, sulla quale sarebbe il caso di scrivere due righe, visto l’intensa attività musicale sviluppata soprattutto negli States.
A dire il vero, essendo questo il primo concerto degli Alk3 al quale assistevo, mi sono chiesto se erano in grado realmente di sostenere e arrangiare brani per il live in assenza di una seconda chitarra o di una tastiera pre-registrata. Su lp sono grandiosi, ma questo è il grande cruccio dei trio, Blink 182 docet: grandi sovra-incisioni in studio, pessime figure dal vivo, con la ovvia carenza di potenza e vuoti melodici insostenibili per l’orecchio abituato al disco.
E invece no: il trio si è prodigato in deliziosi arrangiamenti che non hanno fatto sentire nemmeno un istante la mancanza di un quarto strumento che facesse da accompagnamento. Dan Adriano, cantante e bassista della band, ha tirato dritto (a dire il vero, il volume del suo strumento era, per forza di cose, mostruosamente alto), Skiba accompagnava con delicatezza senza prodigarsi in eccessivi soli, mentre Grant ai tamburi assicurava riempimento tonale e una base ritmica potente. Unico cruccio, l’effettistica della pedaliera di Skiba, che pare in panne ad ogni cambio di suono. Ma questa è e rimane un’impressione.
E che dire sulla voce? Su Youtube avevo recentemente visto dei clip da far rizzare i capelli. Uno Skiba fuori tono, se non proprio stonato, insomma. Durante questa data italiana, l’unica del tour, le due voci si sono dimostrate lineari e assolutamente concrete. Niente male.
Ma cosa rimarrà di questo concerto? Forse dagli Alkaline trio ci saremmo aspettati una scenografia più di impatto, effetti scenici e sangue in capsule. In realtà in questa occasione è stato dato merito alla musica (ragazzi, non continuate a ripetermi che il Rolling Stone ha un’acustica pessima, perchè non è vero) più che alla scenografia, davvero minimale. Un Matt Skiba che entra in scena con Ray Ban neri e giacca di pelle nera certo non ce lo aspettavamo, ed è forse stata una scelta un po’ azzardata, ma si tratta solo di abbigliamento e gusti personali. Una band simpatica e gioviale, al di là delle aspettative, che per tutto il concerto ha cercato il coinvolgimento del pubblico anche tra un pezzo e l’altro.
Di questo concerto rimarrà nel cuore dei fan Sadie, davvero strappalacrime ed eseguita alla perfezione (a parte un coretto finale di Skiba fuori programma, che poteva anche evitare), Time to waste, I was a Prayer cantata dal bassista Dan, Stupid Kid (che Skiba ironicamente dedica a sé stesso), e un emozionante fine concerto sulle note di Radio.
Prima di loro, ad aprire le danze un altro trio from Oregon, United States: Broadway Calls, che con il loro punk-rock melodico in stile Greenday hanno scaldato il pubblico in attesa degli headliner. Una vera sorpresa, questi ragazzi.
Dateci un ascolto.
Articolo e foto di Emanuele Barboni
Galleria fotografica esibizione Alkaline Trio: http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/sets/72157613153067948/
Galleria fotografica esibizione Broadway Calls: http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/sets/72157613152693710/